Come nasce PostaTiAmo?

PostaTiAmo nasce durante una cena.

Il nome è stato un gesto spontaneo, senza pensare, è bastato ascoltare il mio cuore. Desidero raccontare storie, aneddoti ed episodi del nostro paese e dedicare questo blog a tutte le persone che mi hanno accompagnato in questi 40 anni di vita nella nostra amata Posta...a loro insaputa sono dei personaggi in un'avventura meravigliosa.

GianMarco Danna

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giovedì 22 giugno 2017

PostaMotori 2017 vi aspetta!!!

Mi è stato chiesto di scrivere qualcosa a proposito di PostaMotori 2017, evento  fortemente voluto dal mio caro amico fraterno Giammarco Danna e dal sottoscritto che ha rappresentato l’inizio dell’avventura di PostaTiAmo.  
Potete capire quindi la mia emozione nell’accettare questa proposta.
Inutile dire che pur non avendo nessun legame con Posta comunque mi sento legato a questa cittadina perchè ormai conosco tanta bella gente del posto ma soprattutto perché è stato Giammarco a contagiarmi, come ho scritto più volte, con il suo entusiasmo e il suo vero amore per questa cittadina.

La prima edizione di PostaMotori,che abbiamo organizzato nel settembre del 2014 ha visto la partecipazione di circa venti auto che hanno praticamente riempito la piazza. 
Un giro per il paese con una guida d’eccezione (potete immaginare di chi parlo) che ci ha descritto i luoghi anche con aneddoti personali molto divertenti… ottimo pranzo al "Bagatto" e per smaltire una gara di regolarità dove le risate sono state prevalenti rispetto a tutto il resto… c’è un video e tante foto  pubblicate sul sito del club "L’Antico Garage".  
Dopo la premiazione ai primi tre classificati con coppe e targhe ricordo, saluti e la promessa di rivederci per il prossimo anno.

E’ così è stato… la seconda edizione di  PostaMotori 2015 è stata dedicata alla memoria di Claudio Cipriani ed è stata organizzata dal club che rappresento e dall’azienda agricola di Fabio Guerci il quale ci aveva chiesto appunto di intitolare la manifestazione al suo amico da poco scomparso. 
Io,  Giammarco e tutto il direttivo di PostaTiamo,  composto da bravissime ed efficientissime ragazze abbiamo immediatamente accettato e ci siamo messi subito al lavoro.
Devo dire che il risultato ottenuto è stato eccellente… tantissime auto d’epoca hanno invaso le vie di Posta portando allegria e interesse tra gli abitanti i quali rivedevano in quelle auto il proprio passato, la propria infanzia e tanti ricordi. 
Poi la giornata si è conclusa nel tardo pomeriggio con la premiazione dei primi tre classificati del concorso dedicato alle auto più belle e spiritose della manifestazione.

Quest’anno siamo arrivati alla terza edizione di Posta Motori – Memorial  Claudio Cipriani che si terrà il 2 luglio prossimo.

Mentre sto scrivendo ho voglia di fermarmi un attimo e pensare a chi non c’è più… a chi è stato tanto presente in questi  ultimi anni.. a chi mi ha fatto morire dal ridere con la sua allegria,  a chi mi ha aiutato nei  momenti  difficili con la sua  grande bontà e disponibilità, a chi ha dato tanto con la sua passione a questo vostro/mio paese e, sono sicuro che sarete tutti d’accordo con me nel voler dedicare questa manifestazione anche a Giammarco.  


Sono sicuro che il PostaMotori 2017 sarà fantastico come al solito. 
Parteciperò  con molto piacere e spero che i soci de L’Antico Garage siano numerosi come nelle edizioni precedenti.


Ringrazio tutti gli amici che hanno organizzato questo evento e ARRIVEDERCI al 2 luglio!!!

                                                    Giuseppe Carlino                 

giovedì 15 giugno 2017

Il Piccolo Principe

"Gli adulti da soli non capiscono niente, ed è stancante per i bambini dover sempre spiegare tutto"

"Il Piccolo Principe", libro scritto da Antoine de Saint-Exupéry, è un testo molto profondo che si sofferma a far pensare il lettore sull’importanza dell’amicizia.
Lo stesso scrittore infatti lo ha dedicato al suo miglior amico.

La trama in sé è molto semplice (non dimentichiamoci infatti che è un libro per bambin)i: un aviatore si perde nel deserto del Sahara a causa di un guasto al suo aeroplano. 
Qui incontra il nostro protagonista, il Piccolo Principe.
Il "bambino dai capelli d'oro" racconta la sua storia e di come, durante il viaggio dal suo pianeta, conobbe molti individui:
• Un Re al quale piaceva dare ordini ai suoi sudditi nonostante vivesse da solo sul suo minuscolo pianeta.
• Un vanitoso che chiedeva di essere adulato.
• Un ubriacone che beveva per dimenticare la vergogna che provava mentre beveva
• Un uomo d’affari che passava le sue giornate a contare le stelle.
• Un lampionaio che doveva accendere il lampione ogni minuto a causa delle piccole dimensioni del pianeta in cui vive.
• Un geografo che non sqpeva come fosse  fatto il suo pianeta.
Sarà proprio quest’ultimo a consigliargli di dirigersi verso la terra dove il Principe incontrerà il nostro aviatore.

Tutte le tematiche che vengono trattate nelle poche pagine del libro sono da cogliere appieno, dall'avere cura di una rosa unica nel suo genere al tenere duro nell’arido deserto.
Inoltre sempre parlando dell’amicizia, alcune pagine sono dedicate al rapporto fra il Principino ed una volpe che incontra, la quale gli chiede di essere addomesticata, così da poter stabilire un forte legame con il suo “padrone”.
La volpe tuttavia non aveva pensato che per tutte le cose belle, ce ne sono altrettante brutte…infatti quando fu il momento di salutarsi, il povero animale provò una grande tristezza. 

Secondo la mia opinione è un libro da leggere tutto di un fiato proprio come ho fatto io e di non perdersi nessun particolare in modo da cogliere appieno la profondità di questo racconto.

                   FRANCESCO CIANCAGLIONI



mercoledì 7 giugno 2017

Il signore degli anelli

"Tutto ciò che dobbiamo decidere è cosa fare del tempo che ci viene dato "


Tolkien, nato in in Sudafrica il 3 Gennaio 1892, è stato forse uno dei massimi studiosi della lingua anglosassone e maggior esponente del genere fantasy. 
È padre di uno dei capolavori letterali che anche a distanza di anni continua ad essere uno dei libri più amati da giovani e adulti.
Stiamo parlando del "Il signore degli anelli", libro colossal pubblicato fra 1954 e il 1955. 
Considerato come punto di riferimento da molti scrittori, Tolkien riesce a stupirci grazie alla sua scrittura semplice e scorrevole, caratteristica chiave dei suoi romanzi. 
Tuttavia non dobbiamo vedere gli scritti di Tolkien come semplici storie, ma dobbiamo cercare di coglierne il significato più profondo, "Il signore degli anelli" ad esempio, a differenza di quel che può sembrare non è una semplice storiella buttata lì, ma un grandissima metafora di quello che è il mondo, in cui si possono riconoscere 2 entità: quella malvagia ed estremamente crudele interpretata da Sauron e dai suoi seguaci (che potrebbero benissimo esser paragonati a Satana)e quella benevola e graziosa interpretata da Frodo e dai suoi compagni che, al contrario, sono simbolo di giustizia amore e pace. All'interno del libro vi è perciò l'eterna contrapposizione del male e del bene , che si scontrano incessantemente. 
Tuttavia il fascino di questo romanzo non risiede solo nella trama o nelle metafore, ma anche nella grande varietà di lingue utilizzate che, se ve lo state chiedendo, non sono l'inglese, o il  francese o ancora il tedesco, bensì parliamo di vere e proprie lingue elaborate e "create" dallo scrittore stesso.
Un esempio è rappresentato dall'Elfico, il  cui l'alfabeto è presente alla fine del libro così come la storia delle varie razze che popolano la "terra di mezzo".
Ed è proprio qui che Tolkien dimostra tutto il suo genio, inventando, oltre ad una grande varietà di razze, tutta la loro storia e la loro lingua. 

Che dire...non credo che nell'arco di questo secolo possano nascere scrittori dotati di una tale abilità scrittoria.


Lorenzo Visciano

lunedì 29 maggio 2017

Il richiamo del carnyx


Dall'aereo sembra tutto così piccino e distante, un mondo in miniatura che se solo volessi potrei afferrare la terra e spostarla a mio piacimento.
Un senso di controllo che riesco ad avere solo quassù ma che perdo non appena ci avviciniamo a terra.
Gli aeroporti li ho sempre considerati "terra di nessuno", l'attracco in un limbo, dove si trafficano sogni e speranze, le mie le ho perse la prima volta che sono entrata qui.
Le porte a vetri si aprono, l’aria fredda dell’oceano sembra che mi dica “bentornata”, sento il sale e l’erba e, nonostante il freddo, tutto quello che vedo e sento mi scalda l’anima.

“Tintagell, grazie” il taxi parte e inizia la passerella di paesaggi, verde, grigio, il blu dell’oceano, mi sembra di sentire le arpe gallesi dei Mummers plays, e qualcosa al livello dello stomaco mi agita, un’euforia infantile che riemerge dopo anni. Passano i villaggi, le piccole case di pietra, rocce centenarie e all'improvviso eccole lì, le scogliere bianche. Sembra che la terra, le pietre, i villaggi  si stiano gettando in acqua. Le onde mangiano la roccia a poco a poco e ti senti trascinare anche tu in quella danza violenta.
Fissa con gli occhi su quello spettacolo non mi accorgo che sto sorridendo e che non lo facevo da tanto.
Che tutto quel peregrinare sia servito solo a farmi accorgere dell’amore per questa terra? Che tutti gli scorci, le genti, le mie esperienze siano servite per tornare al punto di partenza?Persa nei miei interrogativi il taxi si ferma. “40 sterline, grazie” pago e scendendo dall'auto la vedo, è più piccola di quanto mi ricordassi, sembra la casa di un folletto, i coppi ancora più rovinati sono quasi del tutto ricoperti di muschio verde e alla staccionata manca più di qualche paletto.
Un tuffo al cuore e finalmente capisco di essermi ritrovata. Casa.

Federica Di Giampaolo

martedì 9 maggio 2017

Il 9 maggio di via Caetani


"Adempiamo alle ultime volontà del presidente comunicando alla famiglia dove potrà trovare il corpo dell'onorevole Aldo Moro". 

Questa frase è ormai una parte della storia contemporanea italiana, contenuta nella telefonata fatta dal brigatista Valerio Morucci a casa del professore Franco Tritto esattamente alle ore 12,13 della mattina del 9 maggio 1978. 
In quella telefonata veniva annunciata l'uccisione, da parte delle Brigate rosse, del presidente Democrazia Cristiana On. Aldo Moro.
Si concludeva cosi in quel tragico modo il calvario dello statista democristiano, che aveva passato ben 54 notti di prigionia tra le mani delle Br in un appartamento situato a Roma in via Montalcini n. 8. 
Il suo cadavere venne ritrovato in un Renault 4 rossa, parcheggiata nella centralissima via Caetani, nel cuore della capitale.
Una vicenda che era già iniziata malissimo il 16 marzo dello stesso anno con l'omicidio dei cinque agenti di scorta di Moro compiuto in via Mario Fani. 
L'Italia era decisamente , in quella fase storica, a un bivio istituzionale epocale in cui la politica del compromesso storico tra Dc e Pci inaugurata da Aldo Moro ed Enrico Berlinguer si era ormai frantumata in mille pezzi.
È innegabile che in quel momento mutò radicalmente lo scenario politico nazionale in quanto il mancato accordo tra democristiani e comunisti spalancò le porte al cosiddetto pentapartito che portò la nazione nel baratro della corruzione partitocratica. Ma, al di là delle logiche considerazioni storiche da fare, molto spesso non viene ricordato di come l'effigie del corpo di Moro steso nel bagagliaio di quella autovettura sia diventata un'icona dell'album fotografico della Prima Repubblica.
Non vi è dubbio che quell'evento ebbe un impatto mediatico enorme sull'opinione pubblica, non soltanto per la narrazione, angosciante, della tragica morte di una persona fatta su tutte le prime pagine dei quotidiani nazionali ma anche perché il 1978 fu l'anno in cui la televisione a colori iniziò ad invadere le case di tutti gli italiani. 
Le trasmissioni a colori iniziarono a essere diffuse dalla Rai il 1 febbraio 1977, ma l'autentico "boom" che soppiantò i vecchi impianti in bianco e nero si ebbe proprio nel 1978. 
Le riprese fatte all'epoca dall'emittente GBR della Renault 4 rossa che si apriva dinanzi agli occhi impietriti di Francesco Cossiga, allora Ministro degli Interni, rappresentavano indubbiamente un autentico schiaffo sulla coscienza emotiva di chiunque avesse avuto modo di vederle, cosa che del resto era già accaduta due mesi prima con la diffusione delle immagini dell' agguato di via Fani.
Quei fotogrammi erano tremendamente impressionanti proprio per il potere che il colore aveva (e ha) di imprimere la realtà nella mente umana e rappresentavano un evento esclusivo , che mai si era verificato in passato. 
Ha detto certamente bene David Freedberg nel suo saggio Il potere delle immagini quando ha sottolineato la forza che queste hanno nel colpire in modo determinante l'animo di chi le guarda. 
Per questo le ricordiamo tanto ancora oggi, dato che non vi è libro di storia o saggio di cronaca italiana degli anni '70 che non possa fare a meno di menzionarle. Accanto a tutto questo non si può non ricordare l'ultima memorabile lettera di Aldo Moro indirizzata a sua moglie Eleonora. "Sono le vie del Signore. Ricordami a tutti i parenti e amici con immenso affetto e a te e tutti un caldissimo abbraccio pegno di un amore eterno. Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali, come ci si vedrà dopo. Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo. Amore mio, sentimi sempre con te e tienimi stretto".
È questa una parte fondamentale di quella lettera, che racchiude non solo il dolore di un uomo che sapeva ormai di non poter più riabbracciare i propri cari ma anche il suo forte coraggio nell'affrontare il destino che lo attendeva. 
Un esempio di intensa umanità che dovrebbe servire sempre a tutti noi anche nella nostra vita quotidiana, non dimentichiamolo mai.

Nicola Lofoco